martedì 3 aprile 2012

Piazza Fontana

Dopo alcuni anni di pausa, ho l’occasione per un nuovo post in questo blog che, comunque, continua ad avere una costante partecipazione di lettori.
Piazza Fontana.
E’ uscito in questi giorni un film che ricostruisce la vicenda, ancora oscura, di quell’attentato del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Allora avevo 13 anni (ignaro del fatto che dodici anni dopo avrei iniziato la mia carriera professionale proprio da quella banca) e le manifestazioni studentesche ed operaie avevano fatto capolino nei telegiornali dell’epoca molto … sobri (veramente tali, non come il governo di Bin Loden Monti !) .
La strage fu un autentico pugno nello stomaco per tutti gli Italiani che, purtroppo, negli anni successivi dovettero abituarsi a simili atti.
Le bombe, storicamente, sono lo strumento usato dagli anarchici per manifestare la loro (violenta) opposizione ai governi e così le indagini si indirizzarono verso tale settore della politica.
Durante un interrogatorio un anarchico morì cadendo dalla finestra.
La sinistra insorse, incolpando un valoroso servitore dello stato, il Commissario Calabresi.
Raccolte di firme, tanto che, come accadde nel 2001-2002 con Marco Biagi che subì lo stesso trattamento, qualcuno, poi identificato con tre esponenti di Lotta Continua con Adriano Sofri, capo di quel movimento estremista, come ideologo, ne fu così condizionato da ritenersi in dovere di "vendicare" il "compagno caduto" assassinando il Commissario Calabresi.
Tutti condannati, praticamente nessuno che abbia scontato la pena.
Dopo Pinelli fu incolpato un altro anarchico, Pietro Valpreda.
Quindi gli inquirenti si sono dedicati ad esplorare le piste “nere”.
Per mettere d’accordo gli uni e gli altri si è spolverata la pista della “strage di stato”, magari con una spolveratina di Cia che non guasta mai.
Resta il fatto che, a quaranta anni di distanza, l’unica verità e quella che ognuno di noi si è costruito, spesso in base alle personali convinzioni ideali e, probabilmente, la Verità non la verremo mai a conoscere.
Come del resto accadrà per gran parte delle altre stragi come quella di Bologna del 2 agosto 1980 o dell’Itavia che hanno differenti versioni a seconda che le si guardi da destra o da sinistra o dal centro democristiano.
E’ importante questa conclusione, perché ogni analisi storica non può prescindere dall’esame e dalla considerazione paritaria di tutte le versioni.
E’ diritto poi del singolo storico o divulgatore trarre le personali conclusioni.
Onestà vorrebbe che si dichiarasse come quelle conclusioni non sono la Verità, ma una verità di parte, una convinzione personale, che ha pari diritto di cittadinanza con le verità di parte avversa e con le convinzioni personali di altri.
Anche il film appena uscito deve essere interpretato in questo senso: un fatto storico letto attraverso l’ideologia del regista.
Solo così si evita l’errore di trasformarlo in una verità storica da divulgare a chi, in quel 12 dicembre 1969, ancora non c’era.
Io c’ero e la versione di Giordana non mi convince.
Infatti al famoso “cui prodest” con il quale furono infarciti tutti i discorsi dopo ogni evento terroristico (e gran parte di quegli atti furono commessi inequivocabilmente da terroristi rossi purtroppo oggi tutti liberi) possiamo oggi rispondere che a beneficiarne fu solo la sinistra.
Tanto che, unica nazione occidentale, da noi i comunisti, eredi di una ideologica defunta, sono ancora vivi e vegeti.
Ma questa è la mia” verità, la mia convinzione personale.


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