martedì 3 gennaio 2006

Gli anni '70... I miei (7)

Continuo a sciorinare ricordi in libertà, così come si riaffacciano alla mia mente. Ricordo che non sono depositaria di alcuna verità assoluta, ma che posso parlare solo di quello che direttamente ho vissuto. Se qualcuno si sente colpito o toccato da quanto da me raccontato qua dentro avrà sempre la possibilità di dire, educatamente, la sua esperienza...
Ebbene sì. La piccola comunità politica si era nel frattempo trasformata anche in una 'comunità umana'. Eravamo giovani e giovanissimi. Fiorivano amori e rancori. Amicizie che poi son durate una vita. Si formavano caratteri che poi si sarebbero evoluti e modificati. Ma quelle persone restavano fondamentalmente persone 'pulite'. Io finii per fidanzarmi col mio primo 'mentore'. Ero tanto, ma tanto ragazzina. Non sapevo bene neanche cosa fosse l'amore. Lo ammiravo più che altro, era più grande, una testa balzana ed originale. Quella magra ragazzina rifiutò allora la corte insistente di quello che è è poi diventato un deputato della destra (mai avuta lungimiranza io....), forse perchè lo riteneva 'troppo convenzionale'...Pian piano si formavano alleanze stranissime. Io ricordo, nella mia brevissima permanenza da dirigente giovanile, un'amica donna. Entrambe cocciute ed ostinate cercammo di scardinare allora il conservatorismo becero nei confronti delle donne, anche con una rivistina (ovviamente ciclostilata...) di cui uscirono solo 3 numeri ma che gli 'storiografi della destra' ricordano ancora come uno dei tanti modi in cui ci si scrollavano di dosso degli stereotipi consolidati. E questo parlare fra donne (meglio, tra ragazzine, future donne) fu forse una delle prime diversità nel mondo maschile della destra degli anni '70, dove si sentivano frasi sconnesse come ' la donna guarda all'uomo, il quale guarda a Dio e solo attraverso questa mediazione la donna guarda alla divinità...' Non ridete. Tutto vero.

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